FIERA DI PADOVA
13 SETTEMBRE 2021

NEWS

Post-Covid, i bar puntano su reti e cooperazione: i dati dell’Osservatorio BARNEXT

Creare formule di aggregazione a rete anche nel settore food & beverage, trasmettere fiducia al cliente e sollecitare un adeguato supporto da parte del governo. Anche perché asporto e delivery non vengono ritenuti sufficienti a salvare l’attività dei bar del Nord-Est. Sono queste le principali indicazioni dalla terza rilevazione BARNEXT Market Outlook, Osservatorio dedicato alle tendenze che attraversano il settore del food & beverage promosso da Fiera di Padova in collaborazione con APPE Padova e AIBES (Associazione Italiana Barmen e Sostenitori). L’indagine, effettuata principalmente tra gestori di bar e ristoratori, è nata nel 2020 proprio con l’obiettivo di registrare il ‘sentiment’ degli operatori, raccogliendo idee, tendenze e aspettative del mercato.

LE PRIORITA’

Il 45% dei titolari o gestori di bar o esercizi di mescita bevande e il 27% dei ristoratori interpellati nel mese di febbraio dalla società GRS Ricerca e Strategia, che ha curato la rilevazione, indica la cooperazione fra le aziende del territorio come una delle chiavi per superare il momento difficile che sta vivendo il settore, anche se la domanda più forte resta quella relativa alla necessità di supporto da parte del governo, individuata fra le priorità rispettivamente dal 75% dei gestori di bar e dal 79% dei ristoratori. A conferma di ciò anche la ridottissima percentuale degli intervistati (appena il 2%) che si dicono convinti che le loro imprese abbiano già gli strumenti per superare questa congiuntura senza necessità di risposte, strumenti e soluzioni nuove.

La fotografia del quarto trimestre 2020 segna una performance media in calo del 19% rispetto al periodo estivo (luglio-settembre), con il 68% degli intervistati che dichiara una diminuzione delle entrate. Fra le priorità su cui intervenire, al primo posto figura la trasmissione di fiducia e sicurezza al cliente (59%), un obiettivo che non passa necessariamente attraverso l’allestimento di dispositivi di sicurezza (indicati solo dal 19% del campione), ma appare più legato alla capacità di comunicare e far percepire il proprio impegno su questo fronte.

DELIVERY A TERMINE

L’altra grande necessità sottolineata dagli operatori è quella di «ideare soluzioni per regolare l’aggregazione» (38%) mentre asporto e delivery, pur avendo consentito di tamponare le perdite in questo periodo, non sono indicati come strumenti da adottare anche in futuro, tanto che solo il 19% ritiene di dover dare più peso a queste formule. Il ripensamento degli spazi fisici resta poi una priorità molto citata (30%), ma in misura minore rispetto alla precedente rilevazione, realizzata a settembre quando, dopo l’estate, molti esercenti erano impegnati nel ridisegnare gli spazi interni.

SICUREZZA E IGIENE

Per quanto riguarda gli scenari di mercato, gli operatori ritengono che le abitudini di consumo siano destinate a cambiare in modo duraturo, anche una volta superata l’emergenza: per l’82% il consumatore chiederà sempre più sicurezza igienica e alimentare, secondo il 57% del campione diminuirà la quantità delle visite, ma aumenterà la richiesta di qualità mentre rispetto alla possibile crescita del delivery e dell’asporto anche dopo l’emergenza il campione si mostra più diviso. Nel complesso, titolari e gestori di bar e ristoratori di fronte alla prova della pandemia hanno mostrato capacità di reazione: solo il 3% dei ristoranti e il 13% dei bar dichiara di non aver messo in campo azioni di risposta alla crisi.

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